Presentazione

Mi chiamo Concetta Di Palma sono insegnante di Scuola dell’Infanzia e prima ancora laureata in Scienze Motorie. Questa mia formazione mi ha dato la possibilità di constatare che in ambito scolastico la possibilità di fare attività motoria è circoscritta a tempi prestabiliti e molti docenti la considerano un’attività secondaria. ,proprio in base a questa considerazione si sono riscontrati  su bambini di età infantile deficit motori, difficoltà: di equilibrio, di orientamento nello spazio, di coordinazione grosso motoria con una conseguente insicurezza nei movimenti. E’ determinante agevolare il bisogno di movimento nel bambino, la sua necessità di essere fisicamente dinamico e partecipe attivo alle esperienze motorie con gli altri.

Questo progetto è nato con l’intento di diventare un punto di raccolta di modelli operativi da condividere con altri docenti, per fare raggiungere ai bambini alla fine della scuola dell’infanzia la percezione dello schema corporeo, essenziale prerequisito della scuola primaria

Dunque il blog, prevede, riferimenti teorici e metodologici su cui si basa “La Pratica Psicomotoria” di Aucouturier ,tale pratica definisce il ruolo educativo, preventivo e terapeutico del dualismo corpo-psicomotricità, dunque predispone l’accostarsi al bambino su un piano alternativo, non formale, ma efficiente, aperto e corretto in una ricerca della crescita integrale della persona, coerente alla sua realtà psicofisica, indirizzata alla costruzione di nuove dinamiche, volte alla creatività mediante la relazione con sé, con gli altri, con lo spazio e con i materiali, il bambino conosce le proprie tecniche motorie-relazionali in una strutturazione dello schema corporeo che gli dà la possibilità di delineare i rapporti con la realtà circostante.

 

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Principi teorici

             Un bambino che sa accogliere, che sa aprirsi agli altri

e sa porre domande a chi gli sta intorno.

Un bambino che prova piacere nel dare e nel ricevere,

nello scoprire e nel conoscere,

un bambino curioso di tutto.

È ’un bambino felice di vivere,

che esprime i suoi desideri senza timori,

senza dubbi, senza sensi di colpa…

È un bambino riconosciuto nella sua originalità,

nell’espressione del suo mondo interno tramite il corpo,

un bambino che può comunicare e pensare

(B. Aucouturier).

Principi teorici della “Pratica Psicomotoria”

Bernard Aucouturier è nato vicino a Tours, capoluogo della Turingia nel 1934 ed è stato l’ideatore della “Pratica Psicomotoria.

Secondo i suoi principi teorici l’accostamento corpo e psicomotricità è dato dalla consapevolezza che la pratica psicomotoria svolge una funzione educativa, preventiva e terapeutica proprio tramite il corpo ed è particolarmente adatta ai bambini della scuola dell’infanzia, proprio in un età in cui la dimensione affettivo-emozionale e immaginaria è parte predominante della loro crescita.

La pratica psicomotoria, mediante la relazione, il gioco spontaneo, la mediazione degli oggetti, il movimento, la rappresentazione consente ai bambini di vivere il piacere senso-motorio, attraverso il quale si scopre il modo di accettare se stessi e gli altri. E’ dunque doveroso ribadire che la conoscenza del proprio corpo rappresenta la struttura concettuale su cui il bambino fonda l’acquisizione delle conoscenze.

Aucouturier afferma nel suo metodo “Pratica Psicomotoria” che ogni seduta psicomotoria è distinta in sei momenti che si succedono rispettando lo spazio, il tempo e i materiali utilizzati.

Il primo step è chiamato accoglienza: durante questa situazione il bambino viene introdotto nello spazio psicomotorio rispettando il tempo e il luogo dove viene realizzato il progetto. L’insegnante coordina il momento servendosi del:

il circle time per richiedere attenzione e ascolto

i saluti

le regole da rispettare

le consegne da rispettare.

Il secondo step è denominato gioco senso motorio: durante questo momento si sperimenta la percezione relativa al corpo, che insieme alle percezioni provenienti dall’esterno si procurano i dati sensoriali indispensabili per un gesto motorio pertinente, in modo da organizzare un comportamento efficace e eterogeneo. Verranno utilizzati attrezzi per strutturare percorsi motori quali: tappeti, coni, aste ,assi di equilibrio, cerchi, palle e costruzioni morbidi quali: cubi, scivoli, scale.

Il terzo step è denominato gioco simbolico: in questo momento si dà ai bambini la possibilità di assumere differenti ruoli, conoscere comportamenti e stati emotivi. Attraverso la trasformazione simbolica si attua il gioco del far finta di, i bambini lo

sperimentano in attività individuali di gruppo esprimendo la propria interiorità. Il gioco simbolico dà la possibilità al bambino di sperimentare parti molto profonde di sé, di mettersi in gioco con gli altri costruendo relazioni possibili. Successivamente l’insegnante raccoglierà in circle time tutte le sensazioni dei bambini trasformandole in brevi racconti. L’utilizzo del gioco simbolico, fa in modo che il bambino sperimenti ciò che preferisce rappresentare nel suo mondo fantastico, si evolvono in lui processi di proiezioni di fantasie, bisogni, desideri e di identificazione.

Il quarto step è il gioco cognitivo: durante questo momento l’insegnante deve gradualmente far distaccare i bambini dal gioco e successivamente dargli la possibilità di trasferire i momenti dell’esperienza vissuta, le emozioni e gli stati d’animo su materiali concreti e quindi rappresentarli graficamente con l’utilizzo di colori, tempere acquerelli.

Il quinto step è la narrazione: l’insegnante mediante il circle time dà vita al braingstorming al fine di estrapolare esperienze positive e negative sia individuali che di gruppo giungendo al racconto emozionale del vissuto.

L’ultimo step è il momento del saluto, importante per far vivere ai bambini il distacco dallo spazio psicomotorio.

Durante l’organizzazione e la realizzazione del percorso di apprendimento l’insegnante ha un ruolo importantissimo in quanto deve definire gli obiettivi specifici e quelli formativi, le strategie, i contenuti atti a sostenere l’intero processo di apprendimento. L’insegnante deve impostare il percorso utilizzando una forma ludica e deve prevedere metodologie differenti tenendo conto del contesto e della fascia di età presa in considerazione. Si dovranno creare momenti stimolanti in modo che i bambini possano sperimentare le diverse indicazioni in modo fluido e dinamico, il docente infatti:

eviterà di creare troppe pause

riprenderà l’attenzione variando l’esecuzione dei giochi con diversi ritmi

darà ai bambini la possibilità di trovare il modo per superare un ostacolo.

L’insegnante non dovrà tralasciare l’aspetto emotivo e psicologico del bambino, dovrà accoglierlo, ascoltarlo garantendogli sicurezza.

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Scheda tecnica ” Il circuito… “

  “Il circuito …”

 

Piano   comunicativo Il   messaggio comunicativo è rivolto alle insegnanti della scuola dell’infanzia   per facilitare la realizzazione di una fase del gioco senso-motorio (circuito   motorio) all’interno di una seduta di psicomotricità
Obiettivi   didattici
  1. Utilizzare in modo fluido   i gesti motori quali:

camminare, saltare , rotolare e correre

  1. Realizzare situazioni di   equilibrio

 

Attrezzature   Coni,   cerchi, blocchi e aste colorati e materasso
Organizzazione I cerchi   vengono posti verticalmente a destra, successivamente  sono disposti i coni di diverso colore per   lo slalom,  segue il serpente di   mattoni colorati, il passaggio sotto e sopra le aste, e il materasso  per l’esecuzione della capovolta
Esecuzione   del circuito I   bambini  al suono del fischietto iniziano   l’esecuzione del circuito seguendo l’ordine prestabilito dall’insegnante,   l’utilizzo dei coni, delle aste e dei cerchi di colore diverso permette di   far percepire in modo adeguato lo spazio. I blocchi messi a forma di serpente   danno la possibilità di sperimentare l’equilibrio. Con il primo giro il   bambino impara a conoscere il circuito, successivamente l’insegnante con   l’ausilio di un tamburello chiede di velocizzare l’esecuzione per non far   perdere ai bambini la motivazione, e quindi richiamare la loro attenzione.
Problematiche Qualora   il bambino si rifiutasse per timoredi   eseguire il circuito, l’insegnante deve supportarlo sia verbalmente che   fisicamente  in modo che il   bambino  riconosca le proprie potenzialità   motorie
Durata E’   preferibile che il circuito venga svolto nel tempo massimo di 15’
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Scheda tecnica ” Circuito morbido “

  “Circuito morbido “

 

Piano   comunicativo Il   messaggio comunicativo è rivolto alle insegnanti della scuola dell’infanzia   per facilitare la realizzazione di una fase del gioco senso-motorio (circuito   con attrezzature morbide) all’interno di una seduta di psicomotricità
Obiettivi   didattici
  1. Coordinare i movimenti in   rapporto a sé, allo spazio e agli oggetti
  2. Percepire i concetti   topologici: dentro-fuori, sopra-sotto
  3. Percepire il concetto di   tempo prima-dopo

 

Attrezzature   Cubi   forati all’interno, blocchi morbidi con scalini e scivoli
Organizzazione Il cubo   forato all’interno dà inizio all’organizzazione del circuito, seguono i   blocchi con scale e scivoli, il posizionamento a semicerchio permette al   bambino  una agevole esecuzione
Esecuzione   del circuito I   bambini  al suono del fischietto iniziano   l’esecuzione del circuito seguendo l’ordine prestabilito dall’insegnante, l’uso   di attrezzi morbidi favorisce il contenimento e l’incoraggiamento attraverso   la soddisfazione dell’esecuzione. La possibilità di contatto fa riconoscere   al bambino il proprio confine e la propria superficie. Con il primo giro il   bambino impara a conoscere il circuito, e sperimenta la possibilità di   scegliere in alcuni momenti quale gesto motorio utilizzare per superare un   blocco. Successivamente l’insegnante con l’ausilio di un tamburello chiede di   velocizzare l’esecuzione per non far perdere ai bambini la motivazione, e   quindi richiamare la loro attenzione.
Problematiche Qualora   il bambino si rifiutasse per timoredi   eseguire il circuito, l’insegnante deve supportarlo sia verbalmente che   fisicamente  in modo che riconosca le   proprie potenzialità motorie. Qualora il bambino non riuscisse a trovare un   gesto motorio liberamente per superare un blocco morbido l’insegnante può   supportarlo facendolo aiutare da un suo coetaneo (tutor) in modo tale da non   ledere l’autostima del bambino in difficoltà
Durata E’   preferibile che il circuito venga svolto nel tempo massimo di 15’
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Scheda tecnica ” Muoversi come…”

  “Muoversi come… “

 

Piano   comunicativo Il   messaggio comunicativo è rivolto alle insegnanti della scuola dell’infanzia   per facilitare la realizzazione di una fase del gioco senso-motorio   (simulazione di andature facendo finta di) all’interno di una seduta di   psicomotricità
Obiettivi   didattici
  1. Coordinare i movimenti tenendo   conto delle variabili spazio-temporali
  2. Percepire le potenzialità   ritmiche del corpo
  3. Correre velocemente e   lentamente durante il gioco senza scontrarsi con i compagni
  4. Strisciare con diverse   parti del corpo coordinando il movimento degli arti

 

Attrezzature   Non   si prevede l’utilizzo di nessuna attrezzatura
Organizzazione I bambini   occuperanno  uno spazio predefinito   dall’insegnante
Esecuzione   del circuito I   bambini  al suono del fischietto inizieranno   ad occupare lo spazio a loro disposizione spontaneamente, ognuno rispettando   i propri tempi. Successivamente  sperimenteranno   grazie alle direttive dell’insegnante le diverse andature: camminare   lentamente e poi velocemente facendo passi corti come le formiche, passi   lunghi come gli elefanti, saltare a gambe piegate come le rane, strisciare   come i serpenti, far finta di fare il gambero, saltellare come i canguri   alternando la velocità ecc. L’uso del tamburello permette all’insegnante di   variare il ritmo di esecuzione dei gesti motori
Problematiche I   bambini potrebbero avere difficoltà ad occupare tutto lo spazio, oppure   seguire con il corpo il ritmo impartito dall’insegnante con il suono del   tamburello, a questo punto l’insegnante interviene verbalmente e  con la sua partecipazione attiva al gioco   motorio sollecita più attenzione .
Durata E’   preferibile che il circuito venga svolto nel tempo massimo di 15’

 

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Bibliografia

Aucouturier, B. (1995). La pratica psicomotoria rieducazione e terapia. Armando Editore

Aucouturier, B. (2005). Fantasmi d’azione e pratica. Franco Angeli

Le Boulch, J. (2008). Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita a 6 anni. Armando Editore.

Le Boulch, J. (2006). Movimento e sviluppo della persona. Roma: Edizioni Associazione Musicalificio Grande Blu.

Link

www.gattaturchina.it

 

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