Avvenimenti, ricordi ed emozioni

Alla base di questo lavoro di tesi ci sono le testimonianze di ex alunni che hanno frequentato le scuole elementari in Albignasego durante la seconda guerra mondiale; la documentazione, raccolta nell’anno 2000 e conservata sino ad oggi presso la Direzione Didattica di Albignasego, è stata messa generosamente a disposizione unitamente ai registri di classe dell’epoca. Si è poi arricchito il contesto attraverso immagini e foto al fine di ricreare un affresco della vita quotidiana degli abitanti del Paese in un periodo tragico come quello della seconda guerra mondiale.

Una delle sfide a cui oggi è chiamata la democrazia consiste proprio nel  garantire l’accesso alla conoscenza e la sua diffusione globale. La multimedialità, grazie alla digitalizzazione e alle potenzialità trasmissive della Rete, può divenire lo strumento più efficace per consegnare ai cittadini parte della loro storia e contribuire così alla costruzione di un futuro più consapevole e migliore.

Si ringraziano gli ex-alunni di Albignasego Gazzabin Luigi (1933), Grigio Dina (1934),  Nalon Romanina (1934), Pistore Tarcisio (1937), Quaggio Maria (1936)  e Trevisan Rosa (1935).

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1940 Inizio guerra… tutti a scuola

Commento: Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra. Dichiarazione di guerra (ascolta la dichiarazione di guerra)

Testimone: Una mattina la maestra è entrata in classe… di solito ci faceva dire la preghiera e il saluto al Re e al Duce. Quella mattina disse “Diciamo una preghiera perché oggi l’Italia è entrata in guerra”. Avevo 6 anni.

Noi bambini eravamo curiosi e la maestra ci ha tranquillizzati, ci ha fatto capire che andavamo in soccorso agli altri.

Commento: I giornali scandiscono a pieni titoli l’inizio della grande impresa.

      

Tre mesi dopo inizia un nuovo anno scolastico.

La scuola principale di Albignasego si trovava a Villa Obizzi, due aule erano al primo piano, dove ora si trova la Biblioteca comunale, le altre due erano invece nello stabile attiguo.

Di fronte, nel vecchio Municipio, ora sede della Polizia Municipale, c’erano altre due grandi aule.

Come scriveva la maestra Ginevra Baggio nel suo libro del 1941, le scuole più fatiscenti, con aule inadatte, si trovavano nel capoluogo e nel quartiere di Mandriola.

C’erano in media 60 o 70 alunni per classe, ma alcuni registri testimoniano più di 100 iscritti, anche se non tutti frequentavano.

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Arredi scolastici

Commento: Quelle che vedremo sono ambientazioni ricostruite grazie al Museo dell’Educazione dell’Università di Padova e corrispondono alle descrizioni dei testimoni.

Testimone: Tutte le aule erano grandi, io non ricordo nessuna aula piccola. I banchi erano in legno con il piano che si alzava e si metteva la cartella. C’era il calamaio con l’inchiostro e la scanalatura per i canotti. Sul muro c’era qualcosa per appendere i cappotti.

Testimone: C’era una stufa tipo “parigina” in terracotta.

Testimone: Il pavimento delle aule era in pietra grezza. La maestra aveva una canevera lunghissima, di bambù.

Testimone: Il riscaldamento non c’era e il maestro Andriolo ci faceva portare la legna. E allora ognuno di noi metteva nella cartella un pezzetto di legno.

Testimone: Eravamo in classi miste, ma maschi e femmine separati, non sullo stesso banco; il banco dei somari era vicino alla cattedra, ma non ricordo ci sia mai stato qualcuno. C’era una cattedra che stava su una pedana alta 15 centimetri, un armadio, una lavagna piena di polvere e grandi tendaggi ai vetri. Alle pareti ricordo la carta geografica dell’Italia.

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Materiali didattici e libri di testo

Commento: Il Museo dell’Educazione ha raccolto negli anni diversi materiali didattici dell’epoca.

Le scuole avevano dotazioni minime e i maestri, ma non solo loro, a volte, usavano materiali di recupero.

Testimone: Mi ricordo la cartella, era una sacchetta, penso l’unica dalla prima alla quinta. Era un vecchio tascapane, forse militare che lavandolo con la candeggina mia mamma aveva fatto diventare bianco.

Testimone: Avevo anche un quaderno a righe e uno a quadretti e un album da disegno.

Testimone: Poi avevamo il canotto, il portapenne e quaderni con copertine diverse.

    

Commento: Poche famiglie potevano permettersi i testi della libreria dello Stato o i libri di lettura per ragazzi.

La maestra Baggio ricorda che il libro Cuore doveva essere il testo di lettura, ma essendo salito il prezzo, ritenne opportuno decidere di acquistare Pinocchio.

Le testimonianze raccolte ad Albignasego confermano ciò che dice la maestra.

Testimone: Intanto non avevamo libri, tutte le classi che ho fatto, dalla prima alla quinta, le ho fatte con un unico libro di lettura, Pinocchio. Non avendo libri la maestra scriveva sulla lavagna e noi copiavamo sul quaderno. Facevamo anche qualche disegnetto. In quarta e quinta il maestro Andriolo ci ha insegnato tante poesie del Leopardi e del Carducci.

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